Agosto a Milano: consigli per curiosi di ogni età

Milano in tutti i mesi dell’anno, ma soprattutto in agosto quando è più vuota, è una città che si presta ad essere visitata con occhi curiosi. Non solo con la curiosità classica cultural-artistico-architettonica-mondana che fa correre i turisti tra musei, chiese, palazzi e vie delle moda. Una curiosità più … umana. O quasi.

Insomma una volta che si sono visitati il Duomo, la Pinacoteca di Brera, il Cenacolo, il Castello Sforzesco, il Museo del Novecento o quello della Scienza e della Tecnica. Dopo aver passeggiato per la zona dei Navigli, essere saliti sul nuovo Palazzo della Regione per ammirare il panorama fino alle Alpi o aver passeggiato per le vie del Quadrilatero della Moda, lungo le vie dello shopping di Milano o salito tutte le scale mobili dei sette piani della Rinascente … cosa si può fare di curioso a Milano?

Sembra una follia, ma si può andare a caccia di fantasmi. Sì, proprio i famosi ectoplasmi delle storie e delle favole. Perché Milano è piena di fantasmi. Non ci credete? Pensate siano leggende metropolitane? Vi sbagliate: ci sono le prove.

In piazza Maggi si aggira il fantasma di un anziano morto nella Senavra, l’edificio che si trova in Corso XXII Marzo al civico 50 e che un tempo era una specie di manicomio. Per liberarvi di lui, se proprio non lo volete incontrare per chiacchierare un po’, dovete lanciare una moneta alle vostre spalle: il vecchio si ferma, la raccoglie e vi lascia stare.

Un altro fantasma degno di nota è l’enorme cane nero che gironzola la sera sempre in zona Corso XXII Marzo, un molosso che non lascia scampo: non potete sbagliare, quando vi ha inquadrato lo capite con certezza, per via dell’alito pesante.

In via Paolo Sarpi, la Chinatown di Milano, vaga lo spirito di un monaco che impreca contro l’immoralità imperante nella città, mentre in piazza Santo Stefano vicino all’Università Statale, si sentono spesso le urla di un uomo murato vivo all’epoca della costruzione dell’omonima chiesa.

Lo spettro più inquieto è però quello di Bernarda Visconti che invaghita di tal Giovanni incorse nelle ire paterne, il crudele Bernabò Visconti. Quest’ultimo quando li scoprì fece torturare lui e rinchiudere lei nella prigione della Rocchetta di Porta Nuova. Bernarda si lasciò morire e da allora (eravamo a metà del 1300) vaga spettrale nella zona di via Santa Redegonda.

Uno dei fantasmi più famosi è quello di Carlina che compare solo nelle foto delle coppie di sposi che escono dal Duomo. Carlina era una giovane donna rimasta incinta poco prima delle nozze e non per opera del promesso sposo. In gita a Milano, presa dai rimorsi, salita tra le guglie del Duomo avvolte nella nebbia, iniziò a correre disperata precipitando nel vuoto. Il suo corpo non fu mai trovato, mentre il suo spirito fa capolino, da allora, tra le foto dei novelli sposi.

Ma non è finita qui. Perché il fantasma della Callas si aggira per il teatro alla Scala, mentre al Parco Sempione si corre il rischio di essere adescati da una signora di gran classe: se riesce ad accalappiarvi vi conduce in una splendida villa che compare all’improvviso in mezzo al parco. Nella Pinacoteca Ambrosiana si aggira invece il fantasma di Lucrezia Borgia in cerca della teca contente i suoi capelli che donò in vita a Pietro Bembo.

Poco raccomandabile è lo spettro che vaga per via Bagnera: si tratta di Antonio Boggia che a metà del 1800 ammazzò quattro persone tagliandole a pezzi e murando le parti in un magazzino sulla strada. La sua testa dopo l’impiccagione fu studiata da Cesare Lombroso che dai caratteri somatici individuò il destino criminale del Boggia.

Il fantasma più recente è quello che si è materializzato nella Pinacoteca di Brera ed è stato ripreso dalle telecamere interne. Una donna nuda immersa in bagliori è uscita dal quadro la Ninfa dei boschi attribuito a Bernardino Luini.

Ma alla fine anche la caccia ai fantasmi non soddisfa completamente la vostra curiosità? C’è sempre una città strana da scoprire, quella che i turisti frettolosi non conosceranno mai e che in agosto si offre nuda e cruda ai più curiosi.

Ad esempio è bellissimo passeggiare nella zona dell’Università Statale, entrare ad ammirare i chiostri e i giardini interni, e nei dintorni le antiche case tra via Orti e via Pantano. E che dire della vicina piazza Santo Stefano con l’Ossario di San Bernardino? E’ un angolo di città che potrebbe sembrare la piazza principale di un piccolo paese: nella chiesa, l’ossario composto in figure geometriche da teschi e ossa è qualcosa che vale un pomeriggio di agosto.

Nella zona a nord di Milano, si trova un canale un po’ diverso da quelli che si ammirano nella zona dei Navigli di Porta Ticinese. E’ la Martesana che inizia in via Melchiorre Gioia vicino alla Stazione Centrale. E’ uno spettacolo unico nel cuore della città, un angolo di pace, con le anatre, i pesci e le rane, gli argini con i fiori e gli arbusti: una dimensione campestre nel cuore della Milano del Business e degli affari.

Un altro luogo da vedere a Milano è piazzale Lavater, con le case d’epoca e gli alberi centenari: anche in agosto un angolo di storia e relax appena dietro corso Buenos Aires, molto frequentato dai bambini e anziani del quartiere. In questa zona, in via Broggi, si trova la sede milanese della casa d’aste Sotheby’s, mentre in via Stoppani al numero 15 si aprono gallerie d’arte e atelier: lo Studio d’Arte Cannaviello, la Fabbri Contemporary Art e l’officina Mano Libera dove apprendono le tecniche artistiche bambini e adulti. All’incrocio tra via Stoppani e via Maiocchi c’è una grande libreria, Books Import, specializzata in volumi illustrati.

Per dovere di cronaca non si può non citare la zona dei Navigli e degli antichi cortili, ma per ritrovare davvero l’antico profumo di Milano è indispensabile fare un salto in via Tagliamento, in zona Corvetto, dove c’è una cartoleria rimasta tale e quale dal giorno dell’apertura, il luglio del 1909. C’è chi dice che anche lì ci siano fantasmi, quelli dei bimbi in grembiule nero che compravano pennini e inchiostro, che passando davanti si fermavano con il naso inchiodato alla vetrina ad ammirare i soldatini e le bambole.

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