10 cose da non perdere al Museo della Scienza e della Tecnica

Anticipo che la mia selezione di 10 cose da non perdere al Museo della Scienza e della Tecnica risente di quasi cinquant’anni di esperienza in questo museo, un luogo di curiosità e di scoperte fin da quando ero bambino ed il padiglione ferroviario rappresentava il confine tra la fantasia del viaggio ed il mito della tecnologia. E forse uno dei musei di Milano che preferisco.

1. Il sottomarino Enrico Toti

Milano si fermò una notte intera per far passare il sottomarino Enrico Toti dalla zona di piazzale Corvetto a San Vittore, e mai sosta fu più apprezzata dai milanesi. Vedersi passare davanti quell’aeroplano senza ali nero come la notte e più grande del vagone di un treno è stata un’esperienza da raccontare ai nipoti accompagnandoli al Museo: “Io c’ero e lo ricordo era estate e lo vidi passare da Piazza Cinque Giornate verso Viale Caldara…”. Durante le numerose soste a volte facevano entrare il pubblico. Io ci sono entrato, eravamo tutti in fila indiana perché lasciavano entrare a piccoli gruppi e facevano bene. Facevano bene perché guardare quegli spazi, quei tavolini di ferro, quei giacigli, le tipiche porte stagne e pensare che uomini erano vissuti, avevano mangiato, riso pianto, combattuto ed infine vi erano rimasti prigionieri in fondo al mare metteva un nodo in gola ed inumidiva gli occhi. E felice uscii a “rivedere le stelle…”

2. La collezione di Modelli di Leonardo da Vinci

Va premesso che NON sono stati fatti da Leonardo, in quel caso sarebbero da Bill Gates non al Museo della Scienza e della Tecnica, ma sono esattamente quelli che lui progettò e probabilmente realizzò anche o comunque ci provò. Con gli strumenti di allora non doveva essere facile. Chissà cosa avrebbe dato per una bella fresa attuale anche usata o un piccolo trapano. La guida spiegava che ancora oggi ingegneri e modellisti dell’Esercito Italiano costruiscono come esercizio questi modelli partendo dai disegni originali. Affascinante.

3. Transatlantico Conte Biancamano

Per un bambino curioso salire e scendere quelle scale, dal ponte di comando alle cabine e quindi sul ponte esterno è un’emozione impagabile. Ti senti in un film di avventure, di quelli dei pirati o dei contrabbandieri, e a seconda della tua natura, sei ora pirata, ora capitano, ora il giovane mozzo. Ma sempre ascoltando il rumore delle onde che si frangono sulla prua.

4. Nave Scuola

I pirati finalmente. Una vera nave pirata, la guida lo descrive precisamente come un brigantino –goletta. Nome quest’ultimo che letto ed udito mille volte per noi rappresentava più il mistero e l’avventura che la precisa immagine di un battello. Brigantino uguale piccola nave da briganti. Su, giù, ancora su, ancora giù, ancora su… dicono sia la più grande nave contenuta in un museo chiuso, non stento a crederci.

5. La Locomotiva

Finalmente ci siamo, il padiglione ferroviario. Visto oggi sembra più piccolo, ma è lo stesso di allora, sono io tre volte più alto e cinque volte più pesante, e quel treno aspetta sempre il fischio del capostazione per ripartire. Nei pomeriggi di domenica questa locomotiva ci sembrava più grande del destino, come doveva apparire il treno del West agli indiani in mezzo alla prateria. Non ci si può salire e non ricordo se allora era permesso, ma forse nemmeno allora, troppo alto e pericoloso forse per i bambini.

6. L’Aereo Macchi

Una volta era nel cortile esterno, lo si vedeva dal marciapiede passando sulla strada nel retro del Museo senza pagare alcun biglietto. Oggi è nel suo salone, “armato con due mitragliatrici e due cannoni”. Ma non sembra così cattivo, anzi, dopo il sommergibile e la locomotiva, per non parlare delle navi, sembra piccolo, un giocattolo. Ma bellissimo.

7° L’astrario di Giovanni Dondi

Non l’ho capito allora ed anche adesso non riesco davvero a vedere o intuire come funzioni concretamente. Però ho visto un film in cui un ragazzo riusciva a ricostruire una macchina come questa dai disegni lasciatigli dal padre e ne sono rimasto affascinato. È la medesima storia di questo Orologio Planetario che determina la posizione della luna, del sole e dei pianeti e risale al 1529. È stato costruito o ricostruito partendo dal progetto originale proprio come nel film, e proprio come in quella storia, funziona per lo stupore di tutti.

8. La Vetturetta Bianchi 8 Cv

Proprio quello delle biciclette. Nel 1903 costava più di 14.000 lire e dicono fosse una cifra importante per allora. Leggo che ce n’erano sei diversi modelli fino a 12 Cv. Allora pensavo che la 2 cavalli Citroën doveva essere nata da questo progetto, e probabilmente non ero così lontano dalla verità. Bianchi però fini per concentrarsi sulle due ruote ed a giudicare dai risultati ebbe ragione.

9. I giochi con le bolle di sapone

È affascinante, ho provato a rifarlo a casa e giuro che ho fatto danni, non provateci. Comunque da un filo immerso in un secchio di acqua saponata riescono a fare bolle grandi come un bambino, che potrebbe contenerlo tutto come nei cartoni animati, e forse farlo volare in aria fino al soffitto, e poi “puf” la bolla scoppia spruzzandoci tutti. Bellissimo!

10° Il computer programma 101

Oggi il nome mi ricorda un po’ l’esperimento 626 di Lilo e Stitch, ma questo oggetto un po’ calcolatrice un po’ registratore di cassa l’abbiamo inventato in Italia. Perché è vero anche se nessun se lo ricorda che i Personal Computer li abbiamo fabbricati noi per primi nel Mondo. Ma poi come al solito ci siamo fermati lì, chissà perché… Olivetti era più avanti di IBM e dell’industria americana. Infatti se la sono comprata. Tutta o quasi la tecnologia di oggi è nata qui da questa specie di calcolatrice. Ma non è colpa sua, se non lo avesse realizzato Olivetti lo avrebbe fatto qualcun altro. Da vedere!

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