Chiese di Milano, storia e aneddoti

Il portentoso Duomo di Milano non svetta verso il cielo, ma ferma questo in terra in armonia nel gotico bel di Lombardia. – Clemente Rebora

Le chiese di Milano hanno tutte un denominatore comune. Sono tutte bellissime. Lo stile architettonico romanico-lombardo e barocco della maggior parte delle chiese milanesi rende questi luoghi di culto veri e propri monumenti che indipendentemente da motivi religiosi meritano di essere visitati.

Cattedrali e Basiliche di Milano sono ovviamente rappresentazioni della Chiesa e della Fede, ma anche di una religiosità laica voluta e vissuta dalle dinastie illuminate che hanno governato Milano. I Visconti e gli Sforza hanno contribuito, a loro spese, ad edificare chiese e cattedrali oltrechè palazzi, ville e castelli. Le chiese di Milano sono un patrimonio monumentale e culturale della città, un patrimonio che la città ha sempre riconosciuto, a prescindere da aneliti di Credo e Fede.

Se fosse possibile, ma non lo è, ci piacerebbe dare un consiglio: visitate le principali chiese che di seguito andiamo a raccontare e tenete per ultimo il Duomo. Perché il Duomo di Milano è una chiesa a sé, diversa da tutte le altre, con quel suo stile tardo-gotico che lo rende molto più simile alle cattedrali del nord Europa che alle chiese edificate in città dal IV secolo in poi.

A Milano ci sono più di duecento chiese, alcune molto particolari. In questa pagina vi raccontiamo le principali, le più importanti, con la loro storia e alcune curiosità, piccoli fattori che le rendono più … umane. Il Duomo di Milano, come abbiamo consigliato, lo teniamo per ultimo.

Visita alla Basilica di Sant’Ambrogio tra sacro e profano

Dopo il Duomo, la chiesa più famosa di Milano è la Basilica di Sant’Ambrogio. La storia racconta che Ambrogio, che visse tra il 340 e il 397, si oppose con tutte le sue forze all’investitura a Vescovo di Milano, al punto che per screditare la sua figura non nascose le sue frequentazioni con prostitute. Ma il popolo lo voleva, in quanto cattolico, al posto di un ariano e così Ambrogio fu costretto ad accettare l’incarico che poi svolse nel migliore dei modi e sempre nel bene dei cittadini, soprattutto dei più poveri.

La bellissima chiesa di Sant’Ambrogio è quindi un dovuto omaggio ad un grande personaggio che rese migliore la vita della città: ancora oggi la devozione verso il Santo riempie la chiesa di fedeli e pellegrini. La chiesa è un ottimo esempio di architettura romanica-lombarda, finita di costruire nel 386, con tre tre navate, il soffitto a volte e i pilastri che la slanciano verso l’alto. Impossibile non ammirare il magnifico altare a forma di sarcofago, capolavoro degli orafi carolingi, in legno ricoperto con lastre dorate lavorate. L’altare risale alla metà del 1800, mentre è del 1951 l’organo a canne.

Da non perdere il mosaico dell’abside realizzato tra il VI e il IX secolo. Danneggiato dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, dopo il restauro il mosaico si presenta oggi in tutto il suo splendore, e rappresenta Cristo seduto su un trono tra i Santi Gervasio e Protaso e dagli arcangeli Michele e Gabriele. All’interno della Basilica, nella cappella dedicata a San Vittore, si trova uno splendido soffitto decorato: ai lati tra le immagini di Santi e Vescovi anche un ritratto di Sant’Ambrogio considerato in assoluto tra i più realistici.

All’esterno, oltre ai due diversi campanili, il più basso dell’VIII secolo, il più alto del 1144, sul lato sinistro della piazza si trova una colonna chiamata del diavolo che presenta vicino alla base due fori. Leggenda narra che durante una lotta tra il Santo e il Demonio, quest’ultimo tentando di incornare Ambrogio rimase infilzato nella colonna. Un’altra curiosità riguarda un’altra colonna di granito all’interno della Basilica, sul cui capitello è poggiata una scultura in bronzo che rappresenta un serpente. E’ il Serpente di Mosè a cui si rivolgono preghiere per la salvezza da malanni e che segnerà la fine del mondo quando prenderà vita e scenderà dalla colonna.

Santa Maria delle Grazie e il fascino dell’Ultima Cena

Santa Maria delle Grazie è una Basilica e Santuario Patrimonio dell’Umanità, famosa in tutto il mondo perché nel refettorio del convento, attiguo alla chiesa, si trova il Cenacolo di Leonardo da Vinci.

Santa Maria delle Grazie risale alla seconda metà del 1400 e nonostante rappresenti una bellissima architettura poliforme sormontata da un’imponente cupola. L’interno della chiesa in stile gotico è ricco di splendidi affreschi e di monumenti voluti dai Signori che dominarono Milano: Ludovico il Moro ne fece la tomba di famiglia degli Sforza. Tra i famosi architetti che lavorarono all’edificazione e alle successive trasformazioni della chiesa si segnala anche il Bramante.

La chiesa venne gravemente danneggiata da un bombardamento alleato durante la Seconda Guerra Mondiale (il 15 agosto del 1943): anche il refettorio venne distrutto tranne, miracolosamente, la parete del Cenacolo.

Opera degna di essere eletta Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, l’Ultima Cena di Gesù presso il refettorio di Santa Maria delle Grazie è un dipinto su intonaco della fine del 1400. E’ un capolavoro del Rinascimento italiano il cui ultimo restauro risale al ventennio tra il 1997 e il 1999.

Oggi il Cenacolo è visitato da oltre 350 mila turisti all’anno che prenotano le visite guidate con mesi di anticipo. L’interpretazione dell’opera di Leonardo va oltre la semplice rappresentazione dell’Ultima Cena. Siamo nel momento preciso in cui Gesù dichiara che uno degli Apostoli lo tradirà: la notizia si propaga come un’onda sulla tavolata lasciando smarriti e allibiti i commensali. Secondo le più consolidate interpretazioni il dipinto riprende il Vangelo di Giovanni. Bellissima la figura di Giuda (il terzo alla destra di Gesù) che colpito dalle parole del Cristo, con già i 30 denari in mano, indietreggia e rovescia una saliera.

Tra le interpretazioni più ardite quella recente di Dan Brown che nel romanzo Il Codice da Vinci, suffragando precedenti interpretazioni di Lynn Picknett e Clive Prince, afferma che la figura di Giovanni, il primo apostolo alla destra di Gesù, sia in realtà Maria Maddalena, amante del Cristo. Comunque la pensiate, l’Ultima Cena di Leonardo è un’opera unica, nonostante le copie che esistono in tantissime chiese italiane e nel mondo.

Basilica di Sant’Eustorgio, per preservarsi dal mal di testa

La Basilica di Sant’Eustorgio è una delle più antiche chiese di Milano. Risale al IV secolo anche se l’attuale struttura è del XIX secolo.

La tradizione racconta che la chiesa venne fatta erigere dal Vescovo Eustorgio il giorno in cui il carro con le reliquie dei Re Magi si impantanò in quel punto: le ruote non giravano, i cavalli e i buoi non riuscivano a proseguire. Così Eustorgio decise che in quel punto le reliquie sarebbero rimaste. Nel 1227 il Barbarossa, dopo il saccheggio della città, trasferì i sacri resti a Colonia: solo nel 1906 alcune spoglie tornarono a Milano e ora sono conservate in una teca all’interno della chiesa.

Il complesso architettonico di Sant’Eustorgio è costituito da tre navate con impianto romanico. All’interno sono presenti diverse cappelle, tra cui le più famose sono la Cappella Brivio, del 1484, e la Cappella Portinari, del 1462. Di notevole pregio le pareti affrescate da Vincenzo Foppa nella seconda metà del 1400.

Il giorno dell’Epifania alla Basilica di Sant’Eustorgio arriva un corteo in costume, aperto dai Re Magi, che parte da Piazza del Duomo. Un’antica tradizione vuole che gli arcivescovi che prendono servizio a Milano entrino in città da Porta Ticinese e che la prima chiesa che visitino sia proprio quella in piazza Sant’Eustorgio. La Cappella Portinari diventa luogo di pellegrinaggio l’ultima domenica di aprile. I fedeli e i pellegrini si mettono in fila per chiedere a San Pietro Rosini di preservarli dal mal di testa. Pietro Rosini, predicatore dell’Ordine dei domenicani, venne ucciso a colpi di roncola sul capo: per ottenere la grazia bisogna sfregare un copricapo (cappello, velo o foulard) sul vetro dell’urna dove è conservata la testa del Santo.

Duomo: guglie, vetrate e statue dominate dalla Madonnina

Tutte queste sere sono andato, verso l’una del mattino a rivedere il Duomo di Milano. Questa chiesa, rischiarata da una bella luna, offre uno spettacolo di bellezza straordinaria ed unica al mondo. L’architettura non mi ha mai offerto simili sensazioni.- Stendhal

Il Duomo di Milano è motivo di orgoglio per tutti i milanesi, che siano credenti oppure no. In Piazza del Duomo di Milano decine e decine di generazioni di studenti, amici e amanti si sono dati appuntamento. Milioni e milioni di turisti, con il naso all’insù, sono rimasti affascinati dalla selva di guglie e statue. Miliardi di fotografie sono state scattate a quell’incredibile opera dell’uomo che è nel centro della città fin dal 1400.

Il turista che per la prima volta sale le scale della metropolitana e si trova davanti la facciata del Duomo non può che rimanere a bocca aperta. Guglie, vetrate, statue, finestrelle, portali, il grande portone, si offrono allo sguardo che non sa più dove correre per ammirare le singole bellezze e tutti i particolari di un capolavoro in stile tardo-gotico. Il Duomo è una chiesa, dedicata a Santa Maria Nascente, ed ha nel suo Dna sia lo spirito cristiano che quello pagano che hanno attraversato la vita di Milano negli ultimi 600 anni: tra le migliaia di statue, mezzobusti, sculture, stemmi, decorazioni, rilievi, si trova di tutto, dalle immagini sacre ai simboli della laicità e della natura, fiori, animali, ma anche importanti raffigurazioni della storia di Milano.

Su tutto questo, a più di cento metri d’altezza, domina la Madonnina, così piccola e apparente fragile vista dal basso, ma che ha un’ossatura in acciaio, un rivestimento di diversi chili d’oro e soprattutto è alta più di 4 metri.

Il Duomo di Milano è da sempre una ‘Fabbrica’, un’opera in continua evoluzione e che necessita di frequenti manutenzioni. La Veneranda Fabbrica del Duomo, istituita fin dal 1387 da Gian Galeazzo Visconti, ha ancora oggi il compito principale di trovare fondi per la manutenzione e valorizzazione di questo importante patrimonio mondiale. Negli ultimi vent’anni il Duomo è stato spesso avvolto da impalcature per ripulirlo dai residui dell’inquinamento e nel 2012 è stato oggetto di una iniziativa di autofinanziamento cittadino Adotta una Guglia per interventi di messa in sicurezza e restauro delle guglie. I nomi di coloro che anche con un solo euro hanno aderito all’iniziativa sono stati incisi su lastre di marmo a futura memoria.

Sono migliaia le opere presenti nel Duomo di Milano che meritano di essere osservate nei minimi particolari e studiate da vicino. Ai turisti che hanno almeno un paio d’ore per visitare questa magnifica chiesa consigliamo alcuni particolari assolutamente da non perdere. Ma prima qualche curiosità storica.

Curiosità sulla Veneranda Fabbrica del Duomo

Una notte del 1386 il Diavolo in persona apparve a Gian Galeazzo Visconti, Signore di Milano. Satana ordinò al nobile milanese di far costruire una chiesa che fosse piena di immagini demoniache altrimenti gli avrebbe rubato l’anima. Gian Galeazzo impaurito si mise subito all’opera. Con l’istituzione della Veneranda Fabbrica del Duomo l’affaire della costruzione della chiesa voluta da Satana divenne un fatto internazionale. E’ per questo che l’architettura del Duomo non è in stile Lombardo, ma in tardo-gotico renano-boemo.

Il marmo per la costruzione del Duomo arriva dalle cave di Candoglia in Val d’Ossola. Ogni blocco di marmo, trasportato lungo idrovie e canali (all’epoca diffusissimi in città), era marchiato con la sigla Auf, Ad Usum Fabricae, e sgravato da tributi e tasse. Ecco perché ancora oggi a Milano si dice ad ufo per indicare una cosa presa o usata senza pagare.

Il Duomo di Milano sorge sull’area dove sorgeva la Basilica di Santa Tecla i cui resti archeologici sono visitabili: entrando dal portone del Duomo si trovano due scale, a destra e a sinistra, che conducono nei sotterranei.

Cosa non perdere durante una visita al Duomo di Milano

Tra interno ed esterno nel Duomo di Milano ci sono circa 3500 statue. La chiesa si estende su quasi 12 mila metri quadri di superficie, quarta in Europa per estensione. Le vetrate del Duomo sono illuminate dall’interno, caratteristica unica al mondo per le grandi chiese. Il portale centrale del Duomo risale alla fine del 1800 ed è stato scolpito da Ludovico Pogliaghi. La statua della Madonnina è invece del 1774, opera dello scultore Giuseppe Perego.

All’interno del Duomo, nella prima navata di destra, si trova la Nivola, una struttura sospesa a mezz’aria a forma di cesto: è un rudimentale ascensore, ora elettrico, ma un tempo azionato da funi, che consente al vescovo di Milano di arrivare fino alla volta dell’abside dove è conservato uno dei Santi chiodi della crocifissione di Gesù, recuperato da Sant’Ambrogio.

Vicino alla Nivola, si può vedere un foro nella volta da dove entra la luce del sole: è l’Oculus della meridiana del Duomo. Questa risale al 1780. Durante il Solstizio d’estate, il 21 giugno, la luce del sole penetra nell’Oculus e colpisce una linea d’ottone posta nella pavimentazione della Cattedrale. Il 21 dicembre, Solstizio d’inverno, la luce colpisce la Meridiana sulla parete opposta. La Meridiana del Duomo è stata il riferimento astronomico del Meridiano Zero prima che nel 1884 lo divenne quello di Greenwich in Inghilterra. Sempre in onore della doppia personalità del Duomo, tra cristiano e pagano, sulla Meridiana sono incisi i simboli zodiacali.

Da non perdere assolutamente nel Duomo la statua di San Bartolomeo. E’ davanti al Mausoleo Medici e rappresenta il santo scuoiato durante il martirio. È un’opera affascinante e inquietante: un tempo era stata posta sul sagrato del Duomo, ma poi portata all’interno perché turbava lo sguardo di chi passava.

Il Tesoro del Duomo, visitabile da una scala vicina alla sagrestia meridionale, conserva alcuni preziosi oggetti legati alla vita e alla costruzione della Cattedrale. Così come altri oggetti e documenti sono presenti nel Museo del Duomo.

Infine, naturalmente, è assolutamente da non perdere la salita alle terrazze del Duomo, da cui si osservano da vicino decine di statue, ma soprattutto si ammira un panorama di Milano unico, con le Alpi all’orizzonte nelle belle giornate di sole.

© Copyright - Cookie Policy - That's Milan!