Milano a tutto food: da Cibo a Regola d’Arte all’apertura di Eataly

Tra Governo ai massimi, spread ai minimi, parlamentari donne in trincea e la tensione in Crimea per fortuna si preannunciano due lunghe settimane di appetitose scoperte e rivoluzionarie inaugurazioni da Cibo a Regola d’Arte all’inaugurazione di Eataly!

E’ ormai un dato di fatto che nei tempi di crisi si punti sulla comunicazione legata al cibo perché crea rassicurazione, costa poco, e crea un’assuefazione positiva. Questa è la logica retrostante: se la gente mangia piatti poveri e veloci guardando in TV una cucina ricca e succulenta in qualche modo avviene una compensazione tra le due percezioni con il risultato che che ciò che mangiamo ci sembra più buono e siamo tutti contenti. Forse si tratta dell’uomo del futuro, ma non è una bella scoperta, e sebbene appaia come la strada più facile non è necessariamente la più corretta.

Ci sarà pure un motivo se al supermercato il banco dei piatti pronti surgelati è più lungo e più ricco di quello della frutta e verdura o delle carni fresche. Questione di sponsor probabilmente, proprio quelli che non mancano alla manifestazione Cibo a Regola d’Arte al Museo della Scienza da venerdì 14 a domenica 16 con incontri e workshop fino alla domenica seguente il 23 Marzo.

Cibo a Regola d’Arte – 14 – 23 Marzo

La presentazione dell’evento apre con una saggia nota del critico gastronomico del NYT Michael Pollan che invita le madri a migliorare la dieta dei loro ragazzi che mangiano troppe patatine fritte con un suggerimento semplice e rivoluzionario insieme: non compratele surgelate, ma preparatele a mano, sbucciando le patate lavandole e tagliandole. Il tempo del lavoro manuale e la necessaria attenzione dovrebbero ridurre il consumo di questo alimento non esattamente ideale se mangiato ogni giorno. L’approccio è interessante anche se non sappiamo quanto potrà essere davvero utile per migliorare la dieta famigliare. Del resto a questa manifestazione ci sono più sponsor che madri di famiglia, più pubblicitari che alimentaristi, più attori che chef o comunque a metà tra le due figure, e la scelta di campo è quindi evidente.

Lo suggeriva già il vecchio Herzog di Saul Bellow: “prima scopri chi paga il conto e solo dopo siediti a mangiare ed ascoltare…“. Il pubblicitario Gavino Sanna cerca di rispondere alla sua maniera su chi paga il conto: “l’immaginario del cibo è ricco di spunti e noi da tempo abbiamo messo al centro della nostra comunicazione un sugo, una carne in scatola, un olio, un piatto di pasta…“.

Un esempio di immaginario del cibo è infatti la campagna Barilla basata sulla nostalgia di casa in questo onirico pranzo famigliare con pastasciutta festosa tra bambini adulti e ragazzi che accolgono i fratelli maggiori appena tornati ricchi e famosi da New York o da Londra. Non a caso Barilla è tra gli sponsor della manifestazione. Però questo concetto della nostalgia di casa lo abbiamo già visto nel cartoon Pixar di Ratatouille, quando il cattivissimo critico gastronomico Anton Ego assaggiando la minestra fatta dalla curiosa squadra di cucina del film, ritorna bambino con il cucchiaio ancora in mano ricordando il gusto della minestra della sua mamma. Sembra la medesima scena da Mulino Bianco con il sole che entra dalla finestra spalancata non su cortili impolverati o sul muro del palazzo di fronte, ma su prati dorati di grano maturo.

La strada è proprio questa e ce lo conferma Lucio Cavazzoni di Slow Food: “va ricucita la relazione tra chi mangia e chi produce” e dici niente!

Ci prova la famiglia Orsato, altro sponsor che con le sue navi in tredici giorni trasporta banane e frutta tropicale dal Sud America a Genova.Ci prova dal 1700 la famiglia Zanetti, non quella del calciatore interista, ma gli importatori di caffè che da oltre trecento anni selezionano piantagioni e raccolti in tutto il Mondo, anche loro sponsor dell’evento. Va controcorrente la catena dei supermercati PAM che conferma che la loro scelta sia di avere fornitori e produttori solo o principalmente italiani, ed anche loro si propongono come sponsor insieme alle regioni Friuli Venezia Giulia,Puglia, Campania e Trento DOC.

Lo Showcooking ci mostrerà il Cake Design attraverso la Food Photography… parliamo pure di ricette regionali, prodotti tipici e creatività italiana ma facciamolo in inglese perché il nostro mercato del futuro è questo.

Cibo d’arte o per rifocillarsi? Cibo Gourmet o linfa vitale? Tornando alla similitudine tra il tema della manifestazione ed il delizioso film Pixar questa è la medesima domanda che il rude Django pone al figlio Remy abile cuoco roditore. La risposta è aperta, dipende dalle circostanze e dal disegno che c’è intorno, sarebbe interessante porla a David Lebovitz, babbo di tutti i blogger di cucina, o alla più giovane Julia Powell celebrata nel film Julie & Julia con Meryl Streep.

Avremo modo di capirlo perché saranno molti gli esperti di parole e di fatti a spiegarcelo e mostracelo nella seconda parte della manifestazione, quella che terminerà domenica 23 Marzo. Tra gli altri oltre a Davide Oldani e a Carlo Cracco, padrone di casa accompagnato dal suo ultimo allievo fresco e contestato vincitore di Masterchef Federico Ferrero, ci saranno il maestro Gualtiero Marchesi ed il mago del cioccolato Guido Gubino. Tutte le sere dalle 18 verranno serviti alla Brasserie assaggi dei piatti preparati da questi grandi cuochi e dal loro staffi e si potranno gustare ottimi aperitivi ascoltando conferenze e seguendo workshop.

Inaugurazione di Eataly – 18 Marzo

E’ il caso di dirlo perché negli stessi giorni, il 18 marzo, apre in Piazza XXV Aprile tra Brera e Corso Como negli spazi di quello che era il più grande teatro milanese il nuovo Eataly Milano Smeraldo. Dalle fotografie ci ricorda i grandi Mall americani o inglesi, a metà tra terminal aeroportuali ed i mercati generali parigini, o forse il mitico ST. Stephen Green Shopping Center di Dublino nato all’interno della struttura industriale del vecchio magazzino agricolo.

Per adesso i numeri sono appunto da aeroporto o meglio da Disneyland della ristorazione: 352 dipendenti, 5500 mq su tre piani di cui metà dedicati al mercato e metà alla ristorazione con 7 ristoranti 2 caffetterie, pasticceria, focacceria e rosticceria. Alcuni alimenti verranno prodotti in diretta a ciclo continuo come pane e mozzarelle realizzando concretamente lo Showfooding, quindi banchi del fresco: macelleria, pescheria, ortofrutta, enoteca e birreria. Sono presenti due scuole di cucina ma curiosamente il nome ricorda più produttori di arredo che non chef: Arclinea e Valcucine.

Questa realizzazione è al livello di quelle di New York e Tokyo ed auguriamo al grande Oscar Farinetti di avere fatto bene i suoi conti perché se è vero come afferma che “ la Lombardia è numero uno in Italia per produzione agroalimentare…” forse però la città di Milano non è abbastanza matura o ricca o anche solo abbastanza grande per permettersi tutto questo ben di Dio. Ma forse sì ed a questo proposito ogni sera ci sarà musica dal vivo per mantenere viva la tradizione teatrale del luogo, o semplicemente per mantenere vivo il luogo tout court sperando di sottrarre clienti e risorse ai cento locali intorno. Auguri e buon appetito!

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